Falerio Picenus: il satellite scopre nuovi quartieri

 

Grazie alla disponibilità dei proprietari dei terreni, presto avrà inizio una campagna di indagini geofisiche sul sito da parte degli archeologi dell’Università di Bologna, sotto la supervisione della competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Fin d’ora si può affermare che quanto individuato è estremamente significativo e porterà a una rinnovata lettura dell’urbanistica della città antica.

 

Le tracce individuate in fotografia aerea e tramite Google Earth sono quelle che i topografi definiscono crop marks, cioè anomalie che si sono formate nei campi poiché le radici delle piante nate, per caso, al di sopra di una antica struttura (in modo particolare muri), in una certa fase della propria crescita, hanno raggiunto tali murature.

Qui, non trovando più suolo fertile per crescere, sono pian piano seccate, ingiallendo, mentre le altre, non incontrando alcun ostacolo, ancora si sviluppavano rigogliose e verdeggianti.

fonte: archeologiaviva.it

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