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L’arco e il teatro di Orange

Orange è una piccola città della Provenza fondata dai romani tra il 35 e il 30 a. C., e due monumenti in particolare testimoniano ancora l’importanza che questa città ebbe in epoca romana; distante pochi chilometri dalla ben più nota Avignone, Orange nel 1981 è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco per la presenza di un arco e di un teatro, entrambi di epoca Augustea.

L’arco di trionfo, con i suoi 18 metri di altezza si erge imponente sull’antica via Agrippa, che collegava Lione ad Arles ed è l’arco a tre fornici più antico conosciuto, il terzo più grande del mondo e uno dei meglio conservati. L’arco è completamente ricoperto da un ricco bassorilievo e si possono ancora ammirare buona parte delle decorazioni originarie e gli incredibili dettagli: scene di guerra e di gladiatori, elementi navali e scudi dei vinti, che ricordano diversi episodi, come la vittoria della II Legione di Cesare, i cui veterani fondarono la città, la guerra contro i Galli e la battaglia di Azio.

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Teatro romano, Orange
fotografia di L. Bartezaghi (*) (fonte:www.camperlife.it)

Il teatro, costruito tra il I secolo a. C. e il I secolo d. C., era in grado di ospitare circa 9.000 spettatori disposti su 37 file di gradini, ed è uno dei quattro teatri al mondo, l’unico in Europa, che ancora conserva tutto il muro di scena: gli altri sono i teatri di Bosra e di Palmira, entrambi in Siria, quello di Sabratha in Libia e quello di Aspendos in Turchia.

Questo muro, alto ben 37 metri e lungo 103, dobbiamo immaginarlo ricoperto di lastre di marmo e ornato di bassorilievi, di fregi, di statue, di nicchie e di colonne, che avevano una funzione estetica, ma allo stesso tempo funzionale, poiché il gioco delle sporgenze e delle rientranze regalavano una magnifica acustica, che si è conservata fino a oggi.

Sono ancora visibili anche le aperture del muro di scena con la Porta Reale, riservata agli attori principali, le porte laterali e i blocchi sporgenti in cima al muro, utilizzati per fissare il velario, una grande tela che proteggeva gli spettatori dal sole.

Abbandonato dopo il declino dell’Impero Romano, spogliato e danneggiato dalle invasioni barbariche e nei secoli successivi, fu lentamente restaurato a metà del XIX secolo e usato per spettacoli di musica classica, opere e sinfonie e ancora oggi ogni luglio vi si tiene il festival musicale delle Chorégies d’Orange.

Chi ama la storia antica non può esimersi dal visitare questi monumenti, straordinarie testimonianze del nostro passato e così belli da lasciare senza fiato.

Nicoletta Pagliai

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