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La cesura fra mondo romano e Medioevo
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Misteriose brattee d’oro prodotte durante il crollo dell’Impero romano trovate in un campo agricolo

Missione archeologica greco-svizzera sull’isola greca di Egina

Missione archeologica greco-svizzera sull’isola greca di Egina
Nicoletta Pagliai

Un misterioso, minuscolo edificio, risalente a circa 3000 anni fa è stato portato alla luce da una missione archeologica greco-svizzera sull’isola greca di Egina, sulla vetta del Monte Ellanio. La scoperta è stata annunciata in questi giorni dal Ministero della Cultura greco. In questo vano che misura 4,5 x 3 metri sono stati rinvenuti trenta vasi di ceramica micenea.

Al culmine della montagna, accanto alle rovine del Tempio di Zeus Hellanios – IV secolo a. C -, sorge una piccola bizantina del XIII secolo. I ritrovamenti avvenuti in quest’area portano alla preistoria e, in particolar modo, a un periodo terribile per la civiltà micenea, aggredita dalle cosiddette Popolazioni del Mare, popolazioni marinare – probabilmente collegate anche alle coste e alle isole italiche – che posero sotto scacco gli antenati dei greci e persino gli Egizi. L’attacco sulle coste da parte di questi predoni, costrinse i micenei, che avevano sviluppato una società organizzata ed evoluta, a ritirarsi rapidamente verso i monti, mentre a valle gli incursori facevano bottino e bruciavano case e palazzi, dopo aver seminato morte.

Fu probabilmente in questo periodo – come testimonierebbero le ceramiche trovate dagli archeologi greco-svizzeri – che gli abitanti di Egina raggiunsero i punti più impervi dell’isola, per porsi in salvo. Considerate le incursioni reiterate, questi luoghi furono probabilmente rifugi stabili e duraturi.


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